Cosa Facciamo: Piattaforma Welfare

Piattaforma Welfare: Flexible Benefit Studio Moalli in partnership con Edenred fornitore della piattaforma FlexBenefit®

Come sempre attenti alle vostre necessità, il nostro Studio si è dotato di una autonoma piattaforma Welfare: “Flexible Benefit Studio Moalli in partnership con Edenred fornitore della piattaforma FlexBenefit®”, attraverso la quale si potrà gestire al meglio, con la maggior soddisfazione dei lavoratori ed il maggior vantaggio del datori di lavoro, il vostro piano di Welfare Aziendale.

Dati gli indubbi vantaggi fiscali e contributivi che tale strumento può generare ne consigliano l’utilizzo anche a quelle aziende che applicano un Contratto di Lavoro che non ne dispone ancora l’obbligatorietà.

Principali vantaggi per l’Azienda

  • contenimento del costo del lavoro
  • soluzioni innovative per incentivare i dipendenti in modo da trattenere le competenze ed i talenti in azienda.
  • in ogni momento è possibile accedere alla Piattaforma per monitorare lo stato di utilizzo dei servizi.

Principali vantaggi per i Dipendenti

  • aumento del potere di acquisto.
  • immediata visione del proprio piano welfare e delle offerte disponibili
  • scelta in autonomia dei beni e servizi che soddisfano i propri bisogni.

I Clienti non vengono mai per primi; i dipendenti vengono prima.
Se ti prenderai cura dei tuoi dipendenti, loro si prenderanno cura dei tuoi clienti.”

R.Branson – Virgin Group

Approfondimento: il welfare in azienda - strumento ed opportunità

Prima di tutto, cosa diavolo significa Welfare?

Facile per chi conosce l’inglese: to fare well = andar bene, passarsela bene. Questo letteralmente, poi noi, con il passare del tempo, abbiamo dato a questa locuzione il significato – un poco generico di BENESSERE.

Cosa c’entra il BENESSERE con il lavoro? Perbacco c’entra eccome!

Tempo addietro un certo signor Marx era solito affermare che il proletario non poteva vedere la luce del sole: entrava al lavoro col buio e con il buio ne usciva. Lui aveva ragione e per questo voleva meno ore di lavoro e qualche finestra dalla quale far entrare il sole. Quando sentivano queste rivendicazioni i “padroni” si indignavano e tremavano prevedendo che meno ore di lavoro e qualche finestra avrebbero fatto crollare produzione e profitti; e con questi, l’intera società.

Gli “Imprenditori”, a differenza dei padroni, essendo sicuramente più lungimiranti…. oppure cosa dite?, solo più furbi?…questione di punti di vista, diciamo certamente più intelligenti così non ne parliamo più!…gli imprenditori, dicevo, pensarono che, forse, lavorando un po’ meno e con qualcuna delle famose finestre in più, i loro operai avrebbero lavorato “meglio” e prodotto quindi di più facendo lievitare i profitti.

Due mondi contrapposti; infatti i “padroni” si beccarono la rivoluzione d’ottobre, gli imprenditori quella industriale. Storicamente superficiale, se non leggera, questa storiella, così quasi messa in burletta, introduce a meraviglia il concetto di “benessere” nel lavoro. Introduce il concetto di Welfare aziendale.

Quello di allora fu un welfare imposto, quello di cui parliamo adesso è al contrario un welfare ragionato: ma pur sempre di welfare si tratta, e ancor oggi lavorare meglio, più serenamente, con meno pensieri per la scuola del figlio, per i denti della nonna o per la pensione integrativa che ci permetterà una pizza in più, può fare miracoli.

Così come può fare miracoli un clima lavorativo meno stressante, la condivisione dei programmi e dei progetti, quella dei meriti e dei risultati. Questo è l’attuale Welfare.

Ma quello del quale parliamo oggi non è così facile da organizzare e mettere in pista:

Necessita infatti di alcuni indispensabili capisaldi che sono:

  • Chiara visione dei punti deboli e di quelli di forza della nostra azienda
  • Chiara visione di come il nostro personale vive la nostra azienda
  • Chiara visione di cosa vogliamo e possiamo fare per migliorare i precedenti due punti dopo aver capito le esigenze dei lavoratori
  • Armonizzare, per quanto possibile, quello che vogliamo e possiamo fare con ciò che vorrebbe il nostro personale
  • Redigere un progetto, discuterlo e metterlo in pratica.

Così descritto, il processo necessario ad affrontare il problema sembra peggio delle fatiche di Ercole…… un po’ di fatica sarà purtroppo necessario (adesso capiamo come mai in tanti dialetti e addirittura in tante lingue, il verbo “Lavorare” deriva da “Faticare”) ma non esageriamo, e poi il premio della nostra fatica sarà molto interessante.

Stabilito che il W.A. dovrebbe essere l’insieme dei beni e dei servizi che l’azienda offre ai propri dipendenti per incontrarne i bisogni personali e le altrettanto personali aspettative, i motivi che ci dovrebbero indurre a affrontare – e ovviamente superare! -le sopra ricordate fatiche, sono i seguenti:

  • per la fidelizzazione del dipendente
  • per la sua incentivazione
  • per il coinvolgimento del lavoratore nel buon andamento della azienda in generale e, soprattutto, nel raggiungimento dei suoi obiettivi
  • per la convenienza fiscale e previdenziale che questo sistema offre alle imprese
  • perché sbiadendosi sempre più il ruolo dello Stato in settori cruciali per il lavoratore quali quelli sanitari e previdenziali in particolare, il datore di lavoro è messo in grado di svolgere la sua funzione sociale sostituendosi, seppur in piccola parte, a quello Stato che, appunto, è purtroppo assente.
  • per dar vita nella propria azienda o per usufruire di quelle esterne, a vere e proprie economie di scala

 

Cerchiamo ora di approfondire punto per punto

L’Incentivazione è ovviamente quel meccanismo premiale e di riconoscimenti che, individuato secondo le esigenze/bisogni/ indicazioni dei dipendenti, l’azienda mette a loro disposizione in termini che di fatto, non essendo meramente economici, divengono un gesto di “attenzione” nei confronti del singolo lavoratore e delle sue specifiche esigenze/bisogni.

La fidelizzazione tramite il WA significa dimostrare l’aver a cuore la persona in quanto tale e non solo come lavoratore, e così superare il mero rapporto economico; facendo dell’azienda un percorso, un’avventura, una sfida comune che si vince in due; e questo può avvenire solo se ci diamo regole ed obiettivi condivisi.

Chi di noi da piccolo non si è fermato a guardare altri bambini che giocavano fra loro con la voglia di poterci giocare insieme? Ci ricordiamo la felicità ed il senso di gratitudine che abbiamo provato quando questi ci hanno invitato ad unirci a loro? Possiamo dimenticare al contrario il senso di solitudine e di smarrimento provati quando ciò non accadeva? Io, personalmente avrei dato la vita per quel gesto di invito, per quel “entra!”, per quel “Dai, forza”. Se ti accorgi di me e mi inviti a giocare io a mia volta lo farò con gli altri che so essere tuoi amici. E se i tuoi amici sono i tuoi clienti, il cerchio si chiude.

C’è un altro aspetto che non è, o meglio non dovrebbe essere, la cosa più importante, ma comunque male non fa! Parlo del realizzare il sogno di tutti gli imprenditori: dare al proprio lavoratore un euro che gli costa un euro e non un euro e settanta! Le azioni di WA sono infatti sgravate da ogni forma di contributo e di tassazione: quello che dò e esattamente quello che io spendo e che tu ti metti in tasca. Era ora!

Tutto ciò riuscirà sicuramente a migliorare il clima che si respira nell’azienda.

Il WA deve essere un’occasione ed un’opportunità per i lavoratori, perché offre loro la possibilità:

  • di coltivare i propri interessi e conciliare vita privata e lavoro
  • di aver maggior spazio per le proprie scelte personali, ciascuno ha proprie priorità e preferenze
  • di aver maggiore potere d’acquisto grazie al ridotto carico fiscale
  • di raggiungere servizi altrimenti poco accessibili od onerosi
  • di estendere alcuni benefit anche ai propri familiari

Questi vantaggi permettono di superare le difficoltà legate ai fenomeni di resistenza al cambiamento che possono essere riassunti in minore contribuzione, minore incidenza su retribuzione differita e TFR, scelta più obbligata rispetto alla liquidità.

Per questo motivo è importante comunicare che sono parecchie le aree nelle quali si declina il Welfare Aziendale, in modo che i dipendenti possano goderne appieno:

  • Previdenza: con versamenti integrativi ad un fondo di previdenza aziendale o personale.
  • Salute: con il rimborso delle spese sanitarie del dipendente e dei suoi familiari.
  • Istruzione: con il rimborso delle spese scolastiche dei familiari del dipendente, per rette, mense, libri di testo, asili nido, campi estivi ed invernali.
  • Assistenza Anziani: con il rimborso delle spese sostenute per familiari non autosufficienti.
  • Trasporto Pubblico Locale: con il rimborso degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale, interregionale.
  • Benessere Cultura Viaggi: con la fornitura di Voucher che coprono le spese per palestre, attività sportive, biglietti ed abbonamenti a spettacoli teatrali, cinema, mostre e musei, corsi di lingue e di formazione, baby sitter, viaggi.
  • Buoni Acquisto: limite di 258,00 €/anno con la fornitura di buoni che possono essere spesi presso gli esercizi convenzionati.

Per implementare un piano di Welfare sono necessarie 4 fasi complesse

  • Analisi
  • Progettazione
  • Attuazione
  • Monitoraggio

Noi vi accompagneremo in questo percorso e vi guideremo per rendere il Vostro Welfare un successo.

Il portale dello Studio Moalli sarà in grado di soddisfare tutte le vostre esigenze.

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